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Nell'anno 1054 una stella nella
costellazione del Toro esplose in una spettacolare supernova, così
brillante che dominò il cielo per molti giorni, seconda in luminosità solo
al Sole e alla Luna. Ciò che ne rimane è una brillante nebulosa, la prima
nell'elenco di oggetti nebulari del cielo compilato da Charles Messier.
Oggi sappiamo che al centro della nebulosa si trova il relitto lasciato da
quell'esplosione: una stella di neutro in rapida rotazione chiamata pulsar.
La pulsar della Nebulosa del Granchio è visibile in praticamente ogni
parte dello spettro elettromagnetico, ed è tutt'ora un utile laboratorio
astronomico neturale. È ancora poco chiaro come la pulsar emetta la luce
che noi possiamo osservare. Vedi anche l'immagine del Telescopio Spaziale Hubble.
Per produrre l'immagine a
colori che vediamo in questa pagina ho lavorato con i dati raccolti da 4 lastre fotografiche in B&N differenti riprese
dall'Osservatorio di Monte Palomar tra il 1990 e il 1996. Il file
originale è 9.897x9.827 pixel con una
risoluzione di circa 1 secondo d'arco per pixel. L'immagine mostra un
area di cielo grande 1,6° x 1,5° (per confronto, la Luna piena ha un
diametro di circa 0,5°). Questa immagine è una
compositazione di immagini in banco e nero riprese con il Telescopio
Samuel Oschin da 48 pollici (1,2 metri) situato all'Osservatorio di
Monte Palomar, nell'ambito della seconda National Geographic Palomar
Observatory Sky Survey (POSS II). Le immagini furono riprese su coppie
di lastre fotografiche in vetro - una sensibile alla luce rossa e
l'altra alla luce blu. Successivamente le lastre vennero digitalizzate. Altre immagini dello stesso campo celeste trovate online
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